SEO internazionale
Qual è la struttura di dominio ideale?
La SEO internazionale è uno degli aspetti più complessi di una strategia online globale. Il modo in cui strutturi il dominio per l’espansione internazionale può decretare il successo o il fallimento del tuo posizionamento sui motori di ricerca nei nuovi mercati. In questo articolo raccogliamo il punto di vista di tre esperti SEO — Álex Karnatowski, Juan González Villa e Víctor García Parra — per capire qual è la migliore struttura di dominio per la SEO internazionale.
SEO internazionale: qual è la struttura di dominio ideale?
Portare un sito web sui mercati internazionali pone sfide specifiche alle aziende. Nella SEO internazionale, una delle decisioni più importanti riguarda la struttura del dominio. Meglio scegliere sottodomini, sottocartelle o addirittura domini nazionali? Per rispondere a queste domande abbiamo consultato tre esperti SEO di primo piano: Álex Karnatowski, CEO di Convertix; Juan González Villa, direttore di Useo; e Víctor García Parra, direttore marketing di Grupo Todo Luminosos.
Vediamo i loro consigli su come impostare al meglio la struttura di dominio per la tua SEO internazionale.
La complessità della SEO internazionale
La SEO, già di per sé, non è semplice. Ma quando entrano in gioco i mercati internazionali, diventa ancora più complessa. Ogni paese presenta sfide proprie: lingue diverse, sfumature culturali, livelli di concorrenza e comportamenti degli utenti. La struttura del dominio può incidere molto sulla facilità con cui gli utenti di queste aree trovano il tuo sito e interagiscono con i tuoi contenuti.
Per le aziende che operano già con un dominio consolidato, ristrutturarlo può sembrare un’impresa enorme. A volte bisogna lavorare con ciò che si ha. Ma se partissi da zero, pensando fin da subito all’espansione globale? Esiste una soluzione valida per tutti?
I consigli degli esperti: i passi chiave di una strategia SEO internazionale
Secondo Víctor García Parra, il primo passo di qualsiasi strategia SEO internazionale è conoscere i nuovi mercati in cui vuoi entrare. Lo spiega così:
“Devi studiare a fondo il nuovo mercato. Quello che funziona in Spagna potrebbe non funzionare in Francia. La concorrenza è diversa, e lo sono anche i clienti. Devi adattarti a queste differenze.”
Víctor sottolinea che la keyword research è fondamentale, perché tradurre direttamente le keyword spagnole in inglese o in francese rischia di mancare il bersaglio. Devi invece scoprire come gli utenti di quei paesi cercano prodotti come i tuoi.
Álex Karnatowski, invece, evidenzia la differenza tra espandersi in paesi culturalmente vicini, come il Portogallo, e affrontare mercati più complessi come la Germania o l’Ungheria. Ogni area può richiedere un approccio molto diverso.
Configurazione tecnica: URL e hreflang
Una volta compreso il mercato di riferimento, è il momento di passare agli aspetti tecnici. Víctor insiste sull’importanza di configurare correttamente gli URL:
“Devi assicurarti che gli URL siano impostati correttamente per ogni paese. Questo include l’implementazione dei tag hreflang per indicare a Google a quale lingua e area geografica ti rivolgi.”
L’attributo hreflang è fondamentale per indicare ai motori di ricerca quale versione del sito mostrare agli utenti in base alla lingua e alla posizione. Senza di esso, Google potrebbe mostrare il contenuto sbagliato al pubblico sbagliato.
Keyword research e strategia di traduzione
Un errore comune delle aziende è tradurre direttamente i contenuti esistenti in un’altra lingua senza considerare il modo in cui si cerca in quel mercato. Come spiega Juan González Villa:
“Non basta tradurre. Devi studiare i termini di ricerca specifici usati dagli utenti di quel paese. Paesi diversi hanno intenti diversi, anche quando cercano lo stesso prodotto.”
Questo significa non solo adattare la lingua, ma anche assicurarti che i tuoi contenuti rispondano all’intento di ricerca degli utenti della nuova area.
Struttura di dominio: sottocartelle, sottodomini o ccTLD?
Una delle decisioni più importanti nella SEO internazionale è scegliere la struttura di dominio giusta. Le opzioni principali sono tre:
- Sottocartelle (example.com/fr, example.com/de)
Le sottocartelle ti permettono di mantenere l’autorevolezza del sito mentre ti rivolgi a paesi o lingue specifici. È l’opzione ideale per le aziende che hanno già una buona autorevolezza di dominio e vogliono sfruttarla nei nuovi mercati. Víctor García Parra spiega: “Usare le sottocartelle può essere l’approccio più semplice quando ci si espande, perché permette di sfruttare l’autorevolezza di dominio già costruita.” - Sottodomini (fr.example.com, de.example.com)
I sottodomini offrono una maggiore separazione dal sito principale, cosa utile quando ti rivolgi ad aree o linee di prodotto molto diverse. Tuttavia, questa struttura non condivide la stessa autorevolezza di dominio, quindi potresti dover costruire l’autorevolezza di ogni sottodominio da zero. Álex Karnatowski osserva: “I sottodomini possono essere utili in alcuni casi, ma possono anche disperdere i tuoi sforzi se non vengono gestiti bene.” - Domini nazionali (example.fr, example.de)
I domini nazionali (ccTLD) sono spesso l’opzione migliore per localizzare completamente un brand. Questi domini inviano un segnale forte, sia agli utenti sia ai motori di ricerca, che ti rivolgi a un paese specifico. Juan González Villa aggiunge: “In paesi come la Germania o il Regno Unito, avere un dominio locale (.de, .uk) è spesso la scelta migliore, perché gli utenti se lo aspettano. Genera fiducia.”
Le sfide di brand con i domini internazionali
Una sfida importante per i brand globali è mantenere la coerenza tra mercati diversi. Ad esempio, un brand spagnolo come “Mi Tienda de Arte” ha dovuto cambiare nome in “Craftelier” quando è entrato nei mercati internazionali, per evitare confusione in paesi come la Germania e la Francia. Il nome “Mi Tienda de Arte” era difficile da capire o pronunciare per chi non parla spagnolo, quindi adottare un nome più riconoscibile a livello internazionale era la scelta sensata.
Conclusione: quale struttura di dominio scegliere?
Nella SEO internazionale non esiste un’unica struttura di dominio perfetta. La scelta giusta dipende da diversi fattori, tra cui i paesi a cui ti rivolgi, la presenza attuale del tuo brand e le risorse che puoi dedicare alla gestione di siti diversi.
- Se entri in un mercato simile a quello del tuo paese d’origine e vuoi sfruttare l’autorevolezza di dominio esistente, le sottocartelle possono essere la scelta migliore.
- Per mercati più diversi, i sottodomini o i ccTLD possono offrire la localizzazione necessaria per farti strada presso il pubblico locale.
In definitiva, la struttura di dominio ideale per la SEO internazionale è quella che meglio si adatta alle esigenze, alle risorse e alla strategia di lungo periodo della tua azienda.
Domande frequenti
- Qual è la migliore struttura di dominio per la SEO internazionale?
Dipende dai tuoi obiettivi. Le sottocartelle sono ideali per sfruttare l’autorevolezza esistente, mentre i ccTLD funzionano bene per una localizzazione completa. - Per la SEO internazionale è meglio usare sottodomini o sottocartelle?
Le sottocartelle sono spesso migliori per condividere l’autorevolezza di dominio, ma i sottodomini offrono più flessibilità quando ti rivolgi a mercati molto diversi. - In che modo hreflang aiuta la SEO internazionale?
I tag hreflang indicano ai motori di ricerca quale versione linguistica e regionale di una pagina mostrare agli utenti, evitando che venga mostrato il contenuto sbagliato. - Devo tradurre i contenuti del mio sito per ogni mercato?
Sì, ma soprattutto dovresti localizzarli per rispondere all’intento di ricerca e al comportamento di ogni
INTERVISTA E ARTICOLO COMPLETI QUI https://marketing4ecommerce.net/seo-internacional-cual-es-la-estructura-de-dominio-ideal-con-alex-karnatowski-juan-gonzalez-villa-y-victor-garcia-parra-268/