La voce sostituirà la tastiera prima del previsto
Le aziende sono pronte per la rivoluzione della voce?
Gli assistenti vocali stanno diventando sempre più indispensabili per le aziende, vista la loro crescente diffusione tra i consumatori. I brand sono davvero pronti per la rivoluzione della voce?
Entro il 2020, il 50% delle ricerche online avverrà tramite voce, strumenti sempre più presenti nella vita dei consumatori. Ma le aziende sono davvero pronte per questa rivoluzione della voce? È di questo che ha parlato Alex Karnatowski, co-founder e consulente SEO/SEM di Improove Search / Convertix, durante il DES – Digital Enterprise Show 2018.
Solo pochi anni fa nessuno avrebbe pensato che i consumatori avrebbero parlato con i loro assistenti quasi come al telefono. Oggi si è fatto un passo in più e questi assistenti sono persino in grado di rispondere ai consumatori. Secondo Comscore, il 50% degli utenti di smartphone usa la tecnologia vocale e uno su tre la usa ogni giorno.
«Abbiamo visto che il numero di utenti che usano questa tecnologia è cresciuto in modo considerevole, soprattutto negli ultimi sei mesi. Inoltre è un fenomeno trasversale, anche se è vero che gli utenti più giovani la usano in modo più intenso», aggiunge.
«In realtà non c’è una grande differenza tra la voce degli assistenti e quella di una persona reale. Il 41% degli utenti di questi assistenti dice di sentirsi come se stesse chiacchierando con un amico». Ma non sono perfetti: hanno dei problemi e forse richiedono più pazienza. E, secondo Karnatowski, Google è di gran lunga il miglior motore di ricerca vocale.
Se vuoi essere pronto per questa nuova rivoluzione, ci sono alcuni aspetti da considerare. «Innanzitutto, pensa ai micro-momenti. Le persone usano la ricerca vocale soprattutto in quattro momenti: quando vogliono sapere qualcosa, quando vogliono andare da qualche parte, quando vogliono fare qualcosa e quando vogliono comprare qualcosa. Per questo è importante sapere quali domande ci faranno i nostri consumatori».
Per riuscirci, può essere molto utile conoscere le 100 query più popolari su Google nel settore in cui opera l’azienda. «In secondo luogo, bisogna considerare che il numero medio di parole di una ricerca vocale è 29, con un livello di lettura da terza media. Google cerca sempre di semplificare. Se usi costruzioni grammaticali troppo complesse, le persone possono infastidirsi», spiega. Tenendo conto che più parole significano più opportunità di trovare ciò che si cerca.
«La voce è molto più umana e complessa, usa un linguaggio più naturale», per questo è molto importante ottimizzare i contenuti e tenere presenti target diversi. Offrire snippet o descrizioni complete può aiutare le aziende anche a sfruttare meglio la rivoluzione della voce. «E se la velocità del sito non è ottimizzata, non serve a nulla. Le persone vogliono trovare risposte il più velocemente possibile. Chi aspetta più di cinque o dieci secondi per avere una risposta? I dati mostrano che l’utente medio della ricerca vocale è molto più veloce degli altri».
In quinto luogo, Karnatowski afferma che è molto importante avere un dominio principale forte, perché è ciò che serve per ottenere un posizionamento migliore. Inoltre il mondo è mobile-first e locale, quindi le aziende che non lo capiscono potrebbero avere problemi nel prossimo futuro. «Un altro punto chiave è entrare nei primi 3 risultati. Circa il 75% degli assistenti vocali propone i primi tre risultati».
«La voce sostituirà la tastiera in pochi anni, quindi è molto importante adattare i team a questa nuova realtà».